relax

Yaaaaawn! Giorno. Non sono sparita, diciamo che ero in un letargo primaverile.
Dopo che ho deciso di abbandonare il ritmo serrato del centro A e di disdire senza scrupoli il ciclo che mi volevano fare a fine aprile-maggio (ebbene sì!), la questione pma, embrioni, ovociti e robine analoghe è finita in un compartimento ben delimitato della mia mente. E io mi son messa in vacanza da questo argomento di vita.
Già, nel frattempo ho deciso che riproverò a fine agosto-settembre nel centro B.
Perchè? Perchè adesso nun c’ho voglia di ricominciare. Oh! Son mica un animale da riproduzione. Oh! Non posso avere la vita in balia degli ormoni. Oh! L’identità di donna sacrificale disposta a tutto per un figlio non mi calza. Non c’è niente da fare.
In realtà, adesso io semplifico un po’ la mia decisione, ma, come potete sospettare, è stata frutto di rimuginii, notti insonni, lunghe valutazioni con Ya Habibi e shopping ginecologico vario. La notizia di ricominciare il 29 aprile non l’avevo presa tanto bene. Mi era ripartita l’erodiasi, taaaac, così, inaspettata, imprevedibile. Un giorno ti trovi a piangere per il mancato impianto di Embry I e tre giorni dopo a nutrire fastidio nel vedere creature sotto il metro di altezza, ringraziando il cielo che non siano tue.
Ebbene, ecco a voi la mia ambivalenza nei confronti della maternità!
L’idea di un nuovo ciclo così presto aveva attivato in me la potente associazione figlio = oggetto persecutorio (simpatica associazione omaggio della Polla con cui convivo e che talora diventa preponderante). Provavo rabbia e vivevo come un sacrificio eccessivo sottoporre ancora il mio corpo a quella trafila di iniezioni, ormoni, prelievi…
‘Ok, bellino embrioncino, ti presto il mio corpo come casetta per nove mesi, però andiamoci piano con le ristrutturazioni e i rimaneggiamenti massivi prima ancora di venirci ad abitare!’
Ed ecco quindi la liberatoria telefonata al centro A “Giorno, sono part-time, dunque…,volevo dire che ci ho ripensato, il 29 aprile non vengo, sì lo so, sono brutta cattiva ed egoista, anzi no, sono una donna matura che conosce e gestisce i propri limiti. Tiè. Ecco. Ah, come dice? A lei non gliene frega niente di cosa ho deciso io? Sì, ok, faccio alla svelta, lo so che lì c’è il bambinificio da gestire. Sì, richiamo io se mi viene una voglia incontenibile di farmi ancora pungere le ovaie da voi SENZA sedazione, certo! Grazie, buona giorna…!” Click.
Fatta.
Da quel momento è sopraggiunto il relax.
L’erodasi si è placata (oggi ho anche sorriso intenerita ad un neonatino attaccato come un koala alla sua mamma e stasera , in palestra, ho attaccato bottone con una ragazza al sesto mese, che faceva esercizi per i glutei come se non ci fosse un domani!)
Mi sono rimessa a studiare di buona lena, ho prenotato le vacanze con Ya Habibi e ho ricominciato a fare tante belle cosine che mi rendono contenta.
E il capitolo pma lo riapriamo tra qualche mese.

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