cari genitori, peppa pig vi sorveglia!

Con un cocktail in mano, io e Ya Habibi siamo stipati in una sala circondati da pluriquarantenni che ballano e sghignazzano come dei liceali. E’sabato sera e aspettiamo che trascorra il tempo minimo di decenza per poterci dire che abbiamo presenziato alla festa di compleanno della sorella di YaHabibi.

Ma il fato ci è avverso.

“Ehi, ciao, noi ci siamo conosciuti alla festa di due anni fa” ci arpiona una donna
“Già…”(vuoi che non mi ricordi di te? eri arrivata con una tenda da campeggio e ti eri piazzata nel giardino a passare le notte. Dovevi collaudare la tenda per portare i tuoi tre figli piccoli in campeggio in Norvegia…)
“So che vi siete sposati un anno fa, auguri! Ah, adesso che mi ricordo vi avevo visti anche al cinema a vedere ‘La bicicletta verde’…che film splendido…”
“Grazie. Sì, il film, possibile…”
“Quando avrete figli vi scorderete il cinema. A me passa la voglia di andarci solo all’idea di dover sistemare i bambini per la serata. Quando avrete figli ringrazierete Sky di esistere, ovviamente sempre che dormano”
“Mmm, risolino (isterico)”
“Voi avete i genitori vicino? No perchè i nonni sono una salvezza”
“Non proprio, ma…”
“Sì, perchè ti svegli di mattina, credi sia una giornata regolare e poi scopri che il bambino ha la febbre. Allora o hai i nonni, o la sciura Maria del piano sotto o sei fregata. Magari hai una riunione, un corso, che so..proprio quella mattina”
“Mmmm” e affondo le unghie nella mano di Ya Habibi
“E’ così, non hai più un momento per nulla..”
Annuisco. Scuoto la testa. Mi doto di un sorriso sognante ( avrò fatto corsi di teatro per qualcosa, no? Ora è il mio momento. La scena è mia. Il pubblico aspetta trepidante) “Ma i figli sono un dono e la maternità è la realizzazione di ogni donna (ho detto la battuta, applausi scroscianti..). Scusa, a proposito mi sono dimenticata di dire una cosa alla Ya Habibi sorella” e me la svigno mollandola a Ya Habibi.

Passo il resto della serata a fissare il disegno di Peppa Pig attaccato sopra l’angolo-cocktail allestito nella sala dei miei cognati. Probabilmente quella maiala rosa, colorata dalla nostra nipotina, fa talmente parte dell’arredo che si sono dimenticati di staccarla.

Attorno i pluriquarantenni ballano e sghignazzano, come dei liceali. Annuso la loro ebbrezza di libertà, quella che ti dà un po’ alla testa, la riconosco. Non dai genitori, però, ma ‘sto giro dai figli,che fanno capolino nei discorsi di tutti.

 

Amica Peppa Pig, ho paura di te. Sappilo.

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