HOLIDAYS REPORT (Part 1)

24 Dicembre

Ore 9.00: estetista. Non so cosa mi era venuto in mente quando l’avevo prenotata a quest’ora impossibile della Vigilia di Natale. Praticamente sono uscita di casa che Ya Habibi e Domiziano russavano ancora. Comunque pedicure e massaggio furono fatti.

Pomeriggio a letto. Io e Ya Habibi cantiamo a loop ‘jingle bells rock’ e ci scambiamo i regali di Natale. Sì, perché da noi Babbo Natale arriva all’ora di merenda della Vigilia, giusto per consentirci di scartare i nostri pacchettini in santa pace, io e lui da soli.

Tardo pomeriggio: si parte per andare a casa dei miei. Piccola sosta al supermercato per fare scorta del mio champagne preferito: la Perrier. Non si può mangiare bene senza delle belle bolle che puliscono la bocca. Questo è il nostro (unico) dictat alimentare.

Cena della Vigilia. Devo commentare ? Uno zoo. La Polla, che cucinava compulsivamente da giorni, inizia a trasportare portate su portate. E non è mai soddisfatta se non si dice almeno cinque volte di fila che è tutto eccezionale. Una vera guerriera della cucina: lotta con tutte le sue forze finchè non è riuscita a far fare almeno un bis a tutti.
Affogati nella mole di cibo, tentando di sopravvivere all’ultimo saccottino salmone-porro-mozzarella, emerge a intervalli regolari molto ravvicinati, la voce della sorella criticona: “troppo croccante”, “lega poco”, “qui c’è una posata orientata male”, “questo andava servito prima”…
Ad un certo punto, durante la cena, si fa strada un’altra priorità: non più sopravvivere al cibo della Polla, ma a quelle due bestioline urlanti dei miei nipoti. (Nota a latere: i miei nipoti hanno un potere anticoncezionale formidabile). Allo stremo delle forze, si passa quindi all’apertura dei regali.
Ma nemmeno questo sembra placare nipote piccolo, Attila in erba, che frigna scoprendo che l’i-pad3 mini che Babbo Natale (evidentemente sotto effetto di alcool) gli ha portato è grigio e non nero. Avrei voluto proporgli un cambio con il nostro nerissimo tablet Mediacom che una domenica, qualche settimana fa, io e Ya Habibi c’eravamo concessi con somma soddisfazione. In alternativa, avrei voluto sottrarglielo con mossa felina, dicendo che Babbo Natale si era offeso delle sue lamentele, per poi convertirlo in moneta sonante con cui avremmo potuto coprire le spese dei farmaci per la pma.
Altri regali degni di nota: un gatto fermaporta che sembrava essere stato imbalsamato da un decennio (conquistato da mia sorella), un gira frittata (conquistato dalla Polla), una statuetta di San Bartolomeo (conquistata da me e Ya Habibi), che abbiamo poi scoperto essere protettore delle malattie dermatologiche (che grazie a Dio per ora non ci affliggono) e una grappa alla liquerizia (vinta dalla zia astemia)

 

25 Dicembre

La cosa migliore da citare sono gli anolini preparati dalla Polla, secondo la ricetta parmense d.o.c. della mia nonna paterna. L’idillio. La pace dei sensi.

Per il resto devo commentare? Uno zoo.

Nipote piccolo “zio Ya Habibi, che telefono hai?”
“I-phone 4”
“Ah, come la mia compagna Aurora”

(Vorrei specificare che Aurora e nipote piccolo hanno 8 anni. Ya Habibi non l’ha presa bene.)

 

Nel pomeriggio salto dalla socera, appestata da un morbo malo che la rende bofonchiante e febbricitante da dieci buoni giorni. Assume da sempre talmente tanti antibiotici alla ‘pene di segugio’, che, ormai, qualunque batterio la ammorbi, usa come eau de toilette il farmaco che le viene somministrato.
Racconti del viaggio in Pakistan di 40 anni fa, accenno al solito racconto dell’acquisto dei tappeti iraniani di 38 anni fa, battibecco col marito su quanti anni hanno vissuto in Grecia e quanti in Germania, Merry Christmas and Happy New Year, baci (pochi) e abbracci.

E ci siamo liberati del Natale!

26 Dicembre

Pulizie domestiche.

Pomeriggio a letto.

Alle 19 ci rendiamo conto che abbiamo solo una bottiglia di acqua. E ci rendiamo anche conto che il 26 Dicembre non esiste un supermercato aperto nel giro di 6 km da casa nostra. Nemmeno l’Esselunga in viale Piave. E questo la dice lunga.

27 Dicembre

Mattina: manicure. Perla di saggezza dell’estetista: “se ci fai caso è sempre così: più uno è brutto più riesce a riprodursi, più è bello meno riesce”. Ringrazio per questa fantastica consolazione e, meditabonda su questa teoria, (quindi io e Ya Habibi saremmo da considerare belli? Quindi nei centri di pma ci sono solo figoni assurdi?) raggiungo uno Ya Habibi casalingo che mi accoglie dicendomi “In che ordine vuoi sapere quello che è successo, crescente o decrescente di gravità?” “Arghff…e già mi immagino Domiziano chiuso nella lavatrice” “Allora, ricordi il tappetino azzurrino del bagno? Ecco, adesso è rosa! Poi ho fatto la spesa, ma ho dimenticato le arance, il salmone, le fette biscottate e i finocchi. Ma soprattutto sono andato all’Esselunga lasciando la Fidaty a casa..”

Sera. Viene a cena un ex compagno di università di Ya Habibi con la moglie.
Io odio cucinare, se non quando sono particolarmente ben predisposta. Allora faccio anche cose buonine. Ya Habibi dice che ho i geni da brava cuoca di mia madre e, quindi, si dichiara sempre fiducioso nelle mie potenziali abilità. Le uniche volte in cui ha seriamente dubitato sono state quando in casa c’era odore di porto da star male per tutte le alghe che avevo messo in bagno a far rinvenire e la volta in cui ho preparato una pizza che, invece che essere tagliata a fette, doveva essere tagliata a dischi sovrapposti, tanto era alta.
Diciamo che, in occasione di questa cena, nessuno è stato avvelenato, ma credo che nessuno abbia pensato che potrei partecipare a Master Chef. Mi ero preventivamente autogiustificata dicendo che sarebbe stato un light dinner, dati gli stravizi del periodo, ma il mio riso al curry con troppa farina di riso (perché per mantecare non userai la panna o il burro vero?) non penso abbia convinto.

La prossima volta si esce a cena.

Ah, manco a farlo apposta, tra i vari argomenti di conversazione, quali regali di Natale, vacanze, arredo casa è saltato fuori che questa coppia di amici di Ya Habibi ha fatto una fivet un paio di mesi fa.

Andata male.

Ovvio.

 

28 Dicembre

Mattina: palestra. Io e Ya Habibi ci automotiviamo che è una meraviglia.

Pomeriggio. Esco con la mia più cara amica, mentre Ya Habibi accompagna Domiziano dalla ferret-sitter. Domani si parte per Istanbul!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...