A o B?

Centro A o centro B? Testa o croce? Sole o luna? Giorno o notte? Bianco o nero?Dolce o salato? X o Y? Sonno o veglia?

Nun ‘so.

Ogni tanto spero in un segno del destino: qualcuno che per strada mi fermi e mi chieda indicazioni per l’ospedale A o B, facendomi intuire che si tratta del fato che mi manda un messaggio o una notizia di cronaca in cui si dice che nel centro A o B facevano esperimenti di ingegneria genetica illegali e, quindi, è stato chiuso repentinamente. Va bene anche un sogno notturno con chiaro messaggio e numeri da giocare inclusi nel pacchetto, un fondo di caffè con la A o la B chiaramente distinguibile, una telefonata anonima in cui un uomo dalla voce roca mi dice la lettera da scegliere, una cacchina di Domiziano a forma di A o B…

Niente.

Mi devo basare sui dati di realtà che ho.

Centro A e centro B entrambi considerati centri di eccellenza.

Pro centro A: vicino a casa. Sono in una lista con priorità e probabilmente mi contatteranno prima del centro B.

Contro centro A: ogni volta che chiami, risponde un uomo che urla “pronto, sterilità!” e ti fa venire voglia di toccarti e interrompere la telefonata. Come se, chiamando in oncologia, qualcuno dicesse al telefono “pronto, cancro!” o in psichiatria “pronto, schizofrenia!”. Il guaio è che questo folkloristico segretario è uno specchio del posto. Tendenzialmente rudi e poco empatici. Non mi stupirei se, all’ingresso, trovassi un cartello con scritto “In questo centro di eccellenza è attivo l’insulto libero”.

Pro centro B: conosco una persona che c’è stata e, al di là del fatto che ha portato a casa due pulzelle, si è trovata molto bene. No stile contadini russi nel trattare coi pazienti.  La stessa donna che ha catturato la cicogna nel centro B,  inoltre, si fa depositaria di una tradizione orale secondo cui si tratta del centro con i migliori biologi di milano e il maggior tasso di neonati urlanti ottenuti. Di queste informazioni, però, la piccola scienziata nerd occhialuta che è in me si fida relativamente.

Contro centro B: lontano da casa e tempo di attesa da 1 a 2 mesi più lungo dell’A.

Insomma, io di pancia ( o meglio di utero, data la situazione) sceglierei il B, ma, se mi chiamassero prima dall’A, non so se rinuncerei, sapendo che ogni mese è tempo prezioso perso. Certo, se sceglierò l’A, ho già detto a Ya Habibi che avrò bisogno di una play list speciale da ascoltare ogni volta che andrò e di un bellissimo libro in cui perdermi, per ignorare il più possibile chi mi circonda (..nonché di massaggi linfodrenanti, pedicure, coccole extra, aperitivi sfiziosi, film esileranti, cene sorprendenti, scarpe nuove colorate, etc…)

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2 thoughts on “A o B?

  1. oooh decisioni decisioni…immagino dipenda da quanta fretta avete e anche da quanti incastri comporti andare nel centro fuori citta’…
    Cmq infatti: se decidi per il centro A, tutto quello che risparmi di trasferte lo puoi ‘investire’ in happy therapy 😉
    L’importante e’ che in entrambi tu ti senta in buone mani…questo e’ ovvio…

    Mi piace

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